Oblivion

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Lorenzo Scuda

Lorenzo nasce a Porretta Terme all’età di 0 anni esatti.

A 2 anni pone le basi della sua gastropatia e inghiotte svariati granelli di soda caustica. Ai più sarà sfuggito il giuoco di parole fra “pone le basi” e la natura basica della soda. Fa niente. Era una battuta caustica.

A 4 anni viene ricoverato in ospedale per una malattia autoimmune sulla quale ancora oggi aleggia un velo di mistero. Travolto dalla noia ospedaliera impara a leggere, scrivere e far di conto.

Con i risparmi di una vita, a 7 anni, compra a prezzo scontato un He-Man fallato.

Nell’estate seguente, spezza maldestramente il braccio dello Skeletor di un bambino ricco costringendo così suo padre a vendere il cappotto per riuscire a ricomprare uno Skeletor nuovo al bambino ricco. A Lorenzo rimangono un senso di colpa di cui non si libererà mai e i cocci dello Skeletor rotto, riparati poi dal padre con un miracoloso intervento di falegnameria.

A 8 anni prova ad iscriversi ad una scuola di pianoforte, ma non c’è posto. Ripiega un anno dopo sulle lezioni di chitarra. I casi della vita. A dieci anni i genitori gli regalano la sua prima chitarra classica. Vi chiederete: che chitarra ha suonato dai nove ai dieci anni? Quella di sua cugina.

Nel frattempo soffre di sinusite e, stordito dall’odore di peto emanato dal Fluimucil, si esibisce in assoli gutturali accompagnato dalla nota fissa prodotta della macchinetta dell’aereosol. Scopre lì la sua passione per la polifonia vocale.

A 11 anni vuole i capelli a spazzola. La nonna parrucchiera, poco esperta in tagli anni ottanta, gli confeziona con bigodini e acido da permanente una cofana grottesca. Traumatizzato, da quel momento capisce che a pettinarsi si peggiorano solo le cose.

A 12 anni, a Carnevale, si veste da Ian Rush.

Dai 16 ai 17 anni perfeziona l’assolo di Sweet Child o’ Mine.

Nel 1994, a 18 anni, sfascia un lavandino del Liceo cercando di uccidere una mosca con un calcio di Karate.

A 19 anni ottiene il suo primo ed unico lavoro onesto alle Poste. Dopo due settimane si licenzia per fare l’università.

A 24 anni acquista una Nissan Primera verde del 95 con lo spoiler.

A 25 impara ad accendere i peti con l’accendino. Preso dall’entusiasmo vuole mostrare questa sua abilità al mondo intero. Durante una trasferta con un gruppo musicale multietnico domanda un accendino al percussionista arabo. Gli scorreggia sopra, ma l’esperimento fallisce. Il peto non si infiamma, e l’accendino puzzolente viene restituito al proprietario, suscitando nell’arabo curiosi interrogativi interculturali.

A 26 anni un energumeno gli mette le mani addosso per un problema di parcheggio. Lui non si scompone e chiama la polizia. La polizia si complimenta con l’energumeno per aver cercato di risolvere la controversia con la violenza. Da quel momento in poi, Lorenzo elabora singolari teorie sullo Stato italiano.

A 29 anni fa il tastierista in playback con l’orchestra in playback di Renzo il Rosso e Orietta Delli.

A 30 anni vede Napoli ma non muore.

A 34 anni scrive la sua prima autobiografia per un sito web selezionando gli eventi più significativi della sua vita.

 

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