La voglia di spasso che fa centro Stampa
Oblivion: The Human Jukebox
Scritto da Fabio Vagnarelli   
Lunedì 25 Aprile 2016 00:00

[MILANO] Quello in scena fino al 1° maggio al Teatro Leonardo non è un juke box musical, ma «il» juke box musical: è «human», perché fa del fattore umano l’arma di scasso di una divertente seduta psicologica di gruppo. È tra i migliori show offerti dagli Oblivion che da anni puntano alle canzoni come reagente e specchio culturale con gran voglia di spasso non sempre innocente. I cinque folli entertainer-cantanti-attori, professionismo e tempismo a cinque stelle, fra cubi alla Rubik- Mondrian, chiedono alla platea chi devono imitare, innescando un gioco di bigliettini allegro e contagioso. Inizia così un montaggio, di relazioni pericolose, incroci azzardati, scratching, utilizzando le risorse e le provviste dello spirito di osservazione: iniziano con un tutto Sanremo di 5’e continuano coi rapper, trio Lescano, Morandi, Queen, Bach, Ligabue, i Cetra, Mina, Zero, Al Bano con Romina versione moscovita, a spasso nel tempo, nelle mode, nelle note. Alla fine all’indice dei nomi trionfo dei performer sorridenti: Davide Calabrese e Lorenzo Scuda (ideatori), Fabio Vagnarelli, Graziana Borciani, la Maselli sostituta di Francesca Folloni in attesa di un pet Oblivion. Regia di Gallione, ritmo senza pause nel non facile gioco meta teatrale dell’improvvisazione, che gli Oblivion reggono per 100’ inseguiti da un clamore entusiasta e connivente.

Maurizio Porro (Corriere della Sera)