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La parodia intelligente degli Oblivion PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Venerdì 18 Dicembre 2015 10:21

[Parma] Sono un fenomeno web: e mercoledì sera al Regio abbiamo capito perché.
Sono bravi gli Oblivion: giovani di talento capaci di tenere i tempi dell’ormai tramontato teatro di rivista tra gag disarmanti, satira, canto, ballo e un ritmo inesauribile. Si rifanno ai grandi - Quartetto Cetra, Monty Phyton, Giorgio Gaber, Petrolini, Café Chantant - e il loro «Othello, la h è muta» (per AltraOpera), con la regia di Giorgio Gallione, ha conquistato, divertito, entusiasmato: tantissimi «Bravi», «Bis», applausi a scena aperta per un’accoglienza decisamente positiva. Non erano in tanti - moltissimi però i giovani - per questa parodia che «profana» a colpi di ironia il genio di Shakespeare e di Verdi con quell’ «h» che appunto li separa: paura forse di certe contaminazioni nel nostro indiscusso tempio della lirica? In scena un Otello «Balotello» sospeso tra Arrigo Boito e il Bardo dell’Avon: frammenti di tragedia shakesperiana con un Moro o «diversamente biondo» e quel «fazzoletto» che torna e ritorna tra doppi sensi, giochi di parole, calembour. Contraltare della poesia e delle arie più amate canzoni di Mogol, Patty Pravo, Zucchero, senza dimenticare il repertorio goliardico. Sanno proprio fare di tutto questi cinque ragazzi, accompagnati al piano da Denis Biancucci, all’occorrenza anche voci da tenore o soprano: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda (il musicista del gruppo) e Fabio Vagnarelli. Artisti versatili che vengono dalla scuola di Musical di Bologna (BSMT): da allora non si sono più lasciati, stavano per sciogliersi e poi i loro famosi «Promessi sposi in dieci minuti» postati in rete li hanno salvati (e Zelig li ha subito richiesti, ndr). E non risparmiano proprio nessuno questi «miracolati della banda larga»: con il loro tono dissacrante mettono alla berlina anche l’Ave Maria di Schubert (trasformata in disco dance), il Lago dei Cigni e prendono in giro proprio tutti tra il grammelot di Dario Fo, imitazioni di Vianello e Mondaini, Galeazzi, Piero Angela e un finale drammatico alla Ligabue. Sonore le risate in sala per un divertissement mai volgare. Una gruppo di giovani nel foyer in cerca di un autografo ha sancito ulteriormente il loro successo. «Grazie a loro ho imparato ad amare i Promessi Sposi»: dice con entusiasmo la quattordicenne Teresa Paganuzzi. Ergo: benvenuti Oblivion!

M.C.M. (La Gazzetta di Parma)

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Dicembre 2015 11:07
 
Applausi meritati per gli Oblivion PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Venerdì 15 Agosto 2014 00:00

[Gubbio PG] Un successo l'ultimo spettacolo in calendario per la stagione teatrale estiva del Teatro Romano di Gubbio. Lo spettacolo "Othello, la H è muta" degli Oblivion ha riscosso pieno consenso da parte del numeroso pubblico intervenuto. Oltre un'ora di risate e applausi con le battute esilaranti e le canzoni ironiche e perfettamente intonate dei giovani della compagnia.

Il Teatro Romano è tornato ancora una volta ad essere gremito come in poche altre occasioni negli ultimi anni. Il quintetto di attori-cabarettisti ha saputo coinvolgere e intrattenere l'eterogenea platea, che non si è lasciata sfuggire l'occasione di assistere dal vivo alla travolgente rivisitazione della tragedia shakespeariana in chiave comico-canora.

(Il Corriere dell'Umbria)

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Agosto 2014 21:46
 
Virtuosi Oblivion anche con la trama sono sorprendenti PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Venerdì 21 Marzo 2014 10:17

[Milano] Alzano l’asticella e vincono la sfida gli Oblivion che con il nuovo spettacolo Othello, la H è muta per la prima volta interpretano dei personaggi e seguono una trama. Ovvero, quella shakespeariana del Moro di Venezia, contaminata dalle arie e dai recitativi in italiano molto ottocentesco di Arrigo Boito per l’Otello verdiano. Un canovaccio che per il quintetto comico-vocale è pretesto per scatenate associazioni tra classicità, cultura pop, giochi metateatrali e virtuosistici esercizi di stile alla Queneau, che questa volta strizzano l’occhio più al Trio Marchesini-Lopez-Solenghi che al Quartetto Cetra. Un calderone folle dove finiscono Vasco Rossi e Piero Angela, Disney e Mina, Dario Fo e i Queen, la Rettore e Povia, ingredienti di un patchwork ironico in esilarante crescendo.

Simona Spaventa (La Repubblica)

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Agosto 2014 21:47
 
Othello, la H è muta - Recensione PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Giovedì 27 Marzo 2014 00:00

[Locarno SVIZZERA] Teatro esaurito. Studenti in effervescenza. Spettatori raggianti e meritati applausi a non finire agli Oblivion al termine di "Othello, la H è muta" mix di arie d'opera, citazioni, canzoni grottesche e nonsense che ha chiuso in bellezza e in modo spumeggiante la stagione teatrale locarnese 2013-14.

In "Othello, la H è muta" gli Oblivion - ovvero Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli - sotto gli occhi esterrefatti di Giuseppe e William (Verdi e Shakespeare), presenti sul palco in due gigantografie, hanno demolito a colpi di grottesca ironia sia l'Othello di Shakespeare sia quello di Verdi in uno show in cui, oltre a cantare, hanno recitato, si sono agitati e hanno dissacrato tutto e tutti, con musiche dal vivo e un soggetto unico: il fazzoletto. Al loro fianco sul palco, il maestro Denis Biancucci, sesta entità di questo delirio teatrale, li ha accompagnati al pianoforte e ha ingaggiato con loro anche un esilarante match a colpi di tasti!

La regia è stata di Giorgio Gallione, una grande nome del teatro italiano.

William Archer (La Regione Ticino)

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Agosto 2014 09:42
 
Se il Moro di Venezia diventa Bal-Otello PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Giovedì 02 Gennaio 2014 00:00

[Brescia] I ritratti di Verdi e Shakespeare, appesi sulla parete di fondo, hanno osservato impassibili le loro creazioni mescolarsi in un frullato impazzito: quello messo in scena dagli Oblivion in «OtHello, la h è muta», lo spettacolo di San Silvestro proposto con successo dal Ctb in un Teatro Sociale tutto esaurito.
I cinque attori e cantanti hanno parodiato in musica la storia del Moro di Venezia, o «diversamente biondo» come l’hanno subito presentato, avviando una serie interminabile di variazioni sul suo nome: dal «molo» di
Venezia dove arrivano, vestiti da soldati veneti, irrompendo in platea all’inizio dello spettacolo, a «Nutello», «Bal-Otello» e ai molti titoli di canzoni storpiati fino al «Moro mio perché sei morto» conclusivo. Assecondati alla perfezione dal pianista Denis Biancucci, gli Oblivion hanno rivisitato a modo loro arie d’opera e canzoni celebri, trasformando i dialoghi in duetti dove a «Un Moro nero» cantato alla Battisti segue un «Geloso al cioccolato» che fa impallidire Pupo.
Ogni tanto a qualcuno «scappa il monologo», subito rifatto alla maniera di qualche personaggio famoso. Lo Jago pancione di Davide Calabrese, il più divertente, istiga Otello alla gelosia imitando Piero Angela e Dario Fo. Otello (Lorenzo Scuda) canta «Addio» come Ligabue; Emilia, la sposa di Jago interpretata da Graziana Borciani, si trasforma nella Littizzetto; la Desdemona di Francesca Folloni si imbarca in lunghi dialoghi cantati con Otello saltando da Donatella Rettore a «Turna a Surriento» («Vedi il Moro quant’è bello»).
Ce n’è anche per Verdi. Cassio (Fabio Vagnarelli) si inguaia con le parole del libretto di Arrigo Boito; l’aria del «Beva con me» diventa una canzone da osteria. Nel frullatore trovano posto anche la parodia di celebri film, una «scena monotona» commentata sulla musica de «La canzone mononota» di Elio, la fine di Otello inscenata alla Vasco Rossi. Il gioco procede con ritmo allegro per un’ora e mezza, alla lunga un po’ ripetitivo ma inesauribile nelle trovate.
Alla fine, applausi convinti e brindisi con musica nel foyer.

Nicola Rocchi (Giornale di Brescia)

 


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