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Così Otello canta Battisti e Vasco Rossi PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Domenica 22 Dicembre 2013 00:00

[Roma] Non c' è niente di più classico della parodia dei classici. Shakespeare, per esempio: s' è visto in versione burlesque, cabaret, varietà, sketch.. . Un po' tutto questo è l' applauditissimo Othello (la H è muta) degli Oblivion. Loro sono Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli quintetto di attori e cantanti: insieme dal 2003, quasi 3 milioni di visualizzazioni quando nel 2009 misero su YouTube il loro "I promessi sposi in 10 minuti", successo tv a Parla con me e Zelig,    migliaia di fan tra gli studenti grazie alle loro "lezioni demenziali " hanno sviluppato il genere con fantasia e indubbia bravura . Il loro Othello (con la consulenza registica di Giorgio Gallione) è costruito in maniera tale da mescolare Shakespeare con Verdi e Arrigo Boito , ma anche in modo da interferire con stereotipi quotidiani e il nostro immaginario pop, Battisti, Vasco Rossi, Mina.. . con ironia, piacere del paradosso rivitalizzazione della memoria del teatro dei guitti, tra parrucche posticce, armi giocattolo, caratteri invece dei personaggi, finzione esibita. In scena tra un pianoforte (suonato da Denis Biancucci) e una struttura di legno che fa da nave letto mobile ecc.. Otello, debitamente potato, è riscritto con battute (« Non si dice moro...ma diversamente biondo ») , calembour (« Basta del capitano » quando Cassio viene degradato ) e canzoni, vero punto di forza dello spettacolo "O moro nero o moro nero" parodiando Battisti", "Caravelle non ne voglio più " sulle note di "Parole parole", "Tazza Ikea" che rifà Patty Pravo o il Jovanotti di "Il più grande testicolo dopo il Big Jim"... Si esce con la sensazione di aver visto un lavoro non banale, divertente nel gusto un po' greve della beffa, ma anche con la voglia di rileggere Shakespeare e il rimpianto della sua serietà.

Anna Bandettini (La Repubblica)

 
Tutto esaurito per l’Otello pop degli Oblivion PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Mercoledì 13 Novembre 2013 10:34

[Copparo FE] Tutto esaurito al Teatro De Micheli di Copparo: il pubblico è uscito in piazza entusiasta e su di giri. «Non mi sono accorto del tempo che passava... sono stati bravissimi!», il commento più sentito; è stata una prima di prosa trascinante a suon di risa, battimani, esclamazioni di approvazione e di sorpresa. Specialmente di sorpresa. In che modo, però, si può recensire un Otello ibrido tanto avvincente e di carattere, che ha smontato il testo shakespeariano per spaziare nel musical, nella parodia delle soap e nel cabaret più attuale? Che ha mescolato le note tradizionali di Verdi, eseguite al piano da Denis Biancucci, ma anche di Bach, Beethoven, Mozart, Schubert, con le colonne sonore Disney e i grandi successi degli ultimi settant'anni? Chissà, di sicuro questa è meta-scrittura, parimenti a come gli Oblivion hanno inscenato meta-teatro per un'ora e mezza con leggerezza e disinvoltura, senza retorica, bensì con la massima serietà e immedesimazione, cominciando proprio con uno sketch al buio, travestiti da guardie del Doge in mezzo alla platea. Stili di recitazione, convenzioni ed elementi del copione, così le entrate secondarie, i monologhi, le singole battute tra sé e sé, si sono trasformati nel sale della serata, incalzati dalla fantasia del quintetto. Gli
Oblivion, già famosi per le loro pillole dei I promessi sposi sul web, si sono rivelati molto più estrosi e irriverenti - in senso buono - del Quartetto Cetra a cui sono stati di frequente paragonati dalla critica, manifestando tratti cantautorali dei migliori Gaber e Iannacci, o echi comici alla Proietti. Seguendo una scia all'insegna dell'ironia, il duello iniziale tra Iago e Cassio è stato rivisitato in una sfida esilarante a colpi di piuma e inchiostro... gridando i versi di Arrigo Boito: tutto c'entrava e la penna feriva più della spada, siccome «siamo la Montblanc con cui ti faccio fuori», ha intonato di recente Ligabue. Il dialogo monotono tra il Moro e Desdemona è diventato La canzone mononota di Elio e le Storie Tese, sino alle imitazioni canore di Vasco Rossi e dello stesso Ligabue, dimostrando un'ampiezza vocale e una capacità di immedesimarsi in qualsiasi situazione fuori scala. I duetti aprivano il sipario, proseguendo con un crescendo che portava tutti gli attori sul palco per l'apice della scena, evitando fluidamente che gli spettatori distogliessero l'attenzione. Non è stato necessario un intervallo per "tirare il fiato", l'Othello - l'H è muta - è stata l'occasione più divertente dello scorso sabato sera copparese.

Matteo Bianchi (La Nuova Ferrara)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Novembre 2013 10:40
 
Applausi per l’Othello degli Oblivion PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Sabato 09 Novembre 2013 11:45

[Riva del Garda TN] Non poteva debuttare meglio e incontrare il favore del pubblico la stagione di prosa promossa da Coordinamento Teatrale Trentino che giovedì sera ha portato nella “piazza” di Riva del Garda l’esilarante nuovo spettacolo firmato Oblivion “Othello, la H è muta..” Applausi a scena aperta e lunga ovazione finale con una fila di entusiasti in cerca di una stretta di mano o un autografo a fina spettacolo. E per chi se lo fosse perso l’Otello scoppiettante e dissacrante, irriverente ma geniale, incalzante e gustoso di buona intenzione e tensione che sa sorprendere per la bravura canora e musicale di un accompagnamento live al piano che pareva un’orchestra, il tutto inserito in una scenografia agile e funzionale, lo spettacolo sarà in replica con il Coordinamento Teatrale Trentino il 18 dicembre a Mezzolombardo e il 19 a Pergine Valsugana. Quell’Otello degli Oblivion che mette la voglia di accendere il web e ricorrere a wikipedia e youtube, una volta tanto, per documentarsi e non sull’ultimo successo da lancio di tormentone musicale, bensì il gustarsi i classici con l’originale di Verdi, Wagner o Shakespeare brillantemente rimanipolato dagli Oblivion. Nulla di prevedibile, nemmeno le battute o la trovata e se il meccanismo dell’attingere al repertorio musicale pop e folkloristico della canzone italiana ad uso e consumo della sceneggiatura parodia non sia cosa nuova, ebbene la macchina messa in moto sul palco di Riva dagli Oblivion si capisce che è ben oleata perché ti fa scivolar via le quasi due ore di spettacolo con la voglia che ce ne fosse ancora. Ce n’è per tutti con un Otello che traspo- ne le arie alla maniera di Ligabue, ed è così che l’”Addio per sempre” si tinge di rock quando poco prima il monologo “La gelosia è un mostro dagli occhi verdi” è stato recitato alla Piero Angela. E che dire dell’aria del soprano che si trasforma in una “Desdemonia” sull’eco di Rapsodia dei Queen. Ma le incursioni non si contano dalle melodie Disney, ai cori di montagna o canti di osteria per finire ad un lamento finale, forse il momento più riuscito, preso a prestito dal medley di Vasco Rossi. E il pubblico risponde entusiasta del positivo e divertente avvio della stagione teatrale di Riva da parte degli abbonati, ma anche con un gruppo di scout arrivati dal Veneto per un Halloween più divertente a teatro che non a qualche festa in maschera come dichiarato dagli stessi in fila in attesa dell’uscita del cast per un autografo a fine spettacolo.

Katja Casagranda (Il Trentino)

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Novembre 2013 11:56
 
Oblivion superlativi. Ci vuole un serio studio per fare (molto) ridere PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Sabato 09 Novembre 2013 11:32

[Sondrio] Azzeccata e strategica la scelta di far partire il cartellone teatrale alla sala don Chiari (di Sondrio) con gli Oblivion e il loro ultimo spettacolo di teatro comico musicale “Othello, la H è muta”, un progetto con tanta musica e vocalità, arricchito dagli equilibrismi canori e dai montaggi beffardi ma impeccabili tipici dei cinque attori e cantanti, da dieci anni il gruppo teatrale più cliccato del web.
Entrano in scena dalla platea travestiti da soldati dell’Armata veneta alla ricerca del Moro di Venezia.
Così gli Oblivion - Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli – demoliscono già all’inizio, a colpi di ironia grottesca, gli “Otello” di Shakespeare, Verdi e Rossini.
Il Moro diventa il «diversamente biondo», Otello un mix fra il cioccolatino «nutello» e «Balotello», cori alpini sanciscono l’inizio del racconto, un esilarante mimo illustra l’antefatto dell’odio di Iago per il Moro. Accompagnati al pianoforte, i cinque attori e cantanti – notevole la capacità canora che talvolta sembra far virare lo spettacolo verso un vero e proprio concerto – tengono perfettamente il tempo e, in novanta minuti, giocano con arie d’opera, canzoni pop, citazioni irriverenti e gag esilaranti (anche il gigante Ikea entra con un sua tazza...). L’inno “Forza Emilia” fa piegare il pubblico in due dalle risate, l’Alligalli strappa applausi e ancor più il duello sui versi di Arrigo Boito che attinge a jingle pubblicitari e brani musicali: la nota “pasta del capitano” diventa “basta al capitano”, la canzone “Parole, parole” di Mina diventa la “Prole” che Desdemona vorrebbe da Otello.
Le vicende di Otello, Desdemona, Cassio e Iago vengono ridicolizzate citando Freddie Mercury e Montserrat Caballé (Barcelona nelle loro mani diventa Desdemòna), Vasco Rossi, Elio e le Storie Tese (La scena monotòna), Gianna Nannini, Rettore (Il Cassio non è un serpente), Lucio Battisti, Ligabue, Eros Ramazzotti, Little Tony, Caterina Caselli (Nessuno mi può soffocare) Piero Angela, Diego Abatantuono, Fantozzi, i cartoni della Disney con un omaggio a una rivisitata ma sempre amata Casa Vianello e una esilarante Ave Maria di Schubert.
Una satira intelligente, però, da cui escono lo studio curato del classico coniugato con la voglia di attualizzazione comica e una indubbia versatilità interpretativa.

Clara Castoldi (La Provincia di Sondrio)

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Novembre 2013 11:56
 
Othello, la "H" è muta: la consacrazione degli Oblivion PDF Stampa E-mail
Othello, la H è muta
Scritto da Oblivion   
Lunedì 04 Novembre 2013 15:11

[Ravello SA] Straordinari. Non c’è altro modo per definire i componenti della compagnia Oblivion, che sabato 17 agosto ha presentato in prima assoluta al Ravello Festival 2013 la nuova produzione.
"Othello , la H è muta" è la prova definiva che Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli sono cinque fenomeni, veri campioni di originalità.

Con questo nuovo titolo, il gruppo nato dieci anni fa a Bologna si giocava il tutto per tutto. Sarebbero stati capaci i cinque “cantattori” di mettere su un’intera pièce con una trama unica, senza contemporaneamente perdere lo smalto e la comicità tipica degli sketch che hanno regalato loro la grande popolarità? Un’ardua prova da far superar soprattutto al pubblico, abituato ai loro quadri brevi, a performance tematiche concentrate in pochi minuti, ad assaporare il loro materiale sulla piattaforma video Youtube.
Dopo avervi assistito, possiamo affermare che con "Othello, la H è muta" gli Oblivion hanno definitivamente consacrato il loro immenso talento. E per la prima volta, sul palco insieme a loro, c’è anche un "non-Oblivion": al pianoforte, a musicare dal vivo, c’è Denis Biancucci, perfettamente inserito nel mood scherzoso del gruppo.

Come si intuisce, la compagnia ha presentato una versione parodistica della tragedia di Sir William Shakespeare dell’ Otello, il Moro di Venezia , mixando alla versione del Bardo quella musicata e lirica di Giuseppe Verdi, senza privarsi di qualche accenno a Wagner e Rossini. Il tutto, naturalmente, in salsa Oblivion. Alle note immortali del compositore di Parma, infatti, si accompagnano i remake delle canzoni pop italiane sapientemente modificate attraverso i giochi di parole ai quali i cinque ci hanno abituato, e che utilizzano per raccontare lo svolgersi della storia. Così l’ingresso trionfale di Desdemona avviene, con un cambio d’accento, sulla "Barcelona" di Freddie Mercury e Monserrat Caballe, mentre Iago si svela in tutta la sua malvagità con un “Crudele Dimòn” cucito a pennello sull’assonante canzone disneyana.

E tanti altri sono i riferimenti alle canzoni dei classici di Walt Disney, da Biancaneve a Robin Hood, chiudendo su “La Bella e la Bestia”; ma si racconta dell’Ave Maria di Schubert e si svelano, a tempo di musica, nozioni del mestiere teatrale, come gli “a parte” e il Metodo Stanislavskij.
Con questo Otello gli Oblivion hanno portato in scena quattro secoli di cultura “alta” in modo irriverente. E anche quando ci scappa qualche parolaccia non si scade mai nella volgarità becera alla quale ci hanno abituati i maldestri e ripetitivi comici da cine-panettone.

Qualità e “commercialità” del prodotto teatrale possono convivere? Gli Oblivion sono la dimostrazione che la risposta a tale quesito può e deve essere affermativa.

Maria Rosaria Carifano (NonSoloCinema blog)

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Novembre 2013 11:55
 


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